La normativa UNI

La norma UNI

“Attività professionali non regolamentate – Manager delle utenze (Utility Manager) – Requisiti di conoscenza, abilità e competenze” è il titolo della nuova UNI 11782 pubblicata oggi, 16 aprile 2020.

La norma definisce il profilo dell’Utility Manager individuando circa 41 conoscenze, 42 abilità e 15 competenze, in conformità al quadro europeo delle qualifiche (European Qualifications Framework – EQF, Raccomandazione 2017/C 189/03 del 22 maggio 2017).

La massima espressione del manager delle utenze è racchiusa in 5 fasi e in 11 compiti definiti, che vanno a garantire al mercato professionalità e trasparenza, evitando sprechi e tutelando il lavoro dei professionisti che oggi operano nel rispetto della deontologia professionale e dei codici di condotta del consumo.

La norma indica, sotto forma di linea guida, il percorso di accesso alla valutazione della conformità che si compone di:
– 2 anni di esperienza nel ruolo
– almeno uno o più corsi formativi per un numero di ore complessivo non inferiore a 24 ore su tematiche afferenti alla professione.
– un titolo EQF 4 (per esempio il diploma di scuola superiore).

Abbiamo chiesto a tre membri del Gruppo di GL 27 “Manager delle utenze (Utility Manager)” della Commissione UNI/CT 006 Attività professionali non regolamentate un commento sul lavoro svolto.

Secondo Federico Bevilacqua, presidente Assium “è stato un percorso faticoso ma avvincente, condiviso con importanti realtà del settore, che siamo sicuri permetterà di recuperare credibilità e trasparenza a un mercato che vive da troppo tempo un clima di incertezza e scarsa trasparenza”.

“Abbiamo incrosciato le conoscenze, le abilità e le competenze per delineare il profilo perfetto dell’Utiity Manager. Su queste basi sarà possibile finalmente identificare con certezza la figura professionale che opererà nel mercato del futuro” ha commentato Davide Bussini, amministratore di FBC ITALIA e proponente della norma.

Infine, per Francesco Bevilacqua, amministratore di Utility Manager Academy “con le linee guida impostate nella norma finalmente vi sarà un percorso di qualifica che permetterà di lavorare con trasparenza, etica e professionalità. Siamo sicuri si possa creare un ecosistema sano tra operatori, canali di vendita e clienti”.

La norma si colloca all’interno del contesto legislativo delineato dalla Legge 4 del 14 gennaio 2013 che dà piena applicazione al principio di sinergia tra legislazione e normazione tecnica. In particolare nell’articolo 6 “Autoregolamentazione volontaria” della L. 4/2013, puer non rendendo obbligatorio il rispetto delle norme Uni, si definiscono quei principi e criteri generali che disciplinano l’esercizio autoregolamentato dell’attività professionale che la norma tecnica di fatto garantisce.

Chi è UNI

Da quasi 10 anni UNI, associazione privata senza scopo di lucro, eleabora e pubblica documenti normativi volontari (norme UNI, specifiche tecniche, rapporti tecnici e prassi di riferimento) in tutti i settori industriali, commerciali e del terziario.

Secondo il Regolamento UE 1025 per “norma” si intende: una specifica tecnica per applicazione ripetuta o continua, alla quale non è obbligatorio conformarsi.

Un documento che spiega “come fare bene le cose”, garantendo sicurezza, prestazioni certe e rispetto per l’ambiente.

Le norme sono infatti documenti che definiscono le caratteristiche:
– dimensionali
– prestazionali
– ambientali
– di qualità
– di sicurezza
– di organizzazione di un prodotto, processo o servizio